– Dove vai in vacanza questa estate?
– In Kirghizistan!
– Cosa? Ma esiste? Come si pronuncia? E dove si trova?

Questo dialogo si è ripetuto più volte prima della mia partenza… e anche al ritorno!

In effetti prima di ricevere l’invito da parte di un corrispondente locale, del Kirghizistan conoscevo solo nome e ubicazione. Quindi mi sono incuriosita e ho accettato di buon grado l’invito: conoscere di persona una nuova destinazione è sempre eccitante.

E’ estate, ma raggiungeremo altitudini importanti e quindi la valigia è “mista” tra capi estivi e invernali.
Il gruppo è formato da 11 persone, oltre alla guida e due autisti. Tutte persone molto interessanti e colleghi davvero preparati… EVVIVA!!!

Il Kirzikistan è un Paese ex URSS e conserva, soprattutto nella capitale Bishkek, le caratteristiche toponomastiche delle città sovietiche. Strade diritte che si incrociano senza creare reticoli complessi. Anche monumenti e palazzi sono piuttosto didascalici e relativamente nuovi.

Dov’è la storia antica di questo Paese? Davvero poche tracce di iscrizioni rupestri e un minareto (Burana Tower): unica testimonianza dell’antica città di Balasagun. In realtà questo si spiega con lo stile di vita dei kirghizi: un popolo sostanzialmente nomade, sia nell’antichità che ora.

La vita nomade è una realtà: una grande fascia di popolazione infatti vive di allevamento di pecore, mucche e soprattutto cavalli che si vedono trottare allegramente in semi-libertà in tutto il Paese. Durante la breve estate gli allevatori si spostano con il bestiame alla ricerca di pascoli e dormono nelle tipiche yurte.

La yurta è il vero simbolo del Kirghizistan: “casa mobile” di legno ricoperta di feltro. La yurta tradizionale è idealmente divisa in due parti: a destra comandano le donne e troviamo gli attrezzi di cucina, mentre la sinistra è per gli uomini con quello che serve per la pastorizia. Al centro un tavolo dove l’ospite viene accolto con un sorriso e con la specialità del posto: latte di giumenta fermentato… piacevole al gusto ma da bere con moderazione per evitare che la nostra flora batterica non allenata a questo tipo di alimento si ribelli!

Molto importanti per tutta l’area dell’Asia Centrale sono i “giochi nomadi” dove il cavallo è il grande protagonista, oltre alla falconeria.

Durante un viaggio in Kirghizistan, ma anche nel deserto dell’Uzbekistan o in Mongolia, anche i turisti vengono alloggiati nelle yurte: in questo modo è possibile visitare anche luoghi remoti, lontani dalle città, ma proprio per questo affascinanti e con paesaggi incantati.

Ma il Kirghizistan non è solo pascoli. L’altopiano dove si trova l’affascinante lago Son Kul e le montagne maestose del Tian Shan (Montagne Celesti in cinese) e del Pamir si ergono richiamando amanti di alpinismo e, soprattutto, di trekking. Per gli manti del bird-watching ci sono circa 150 specie! Inoltre alcune specie rare si possono trovare tra i monti: il gatto di Pallas, la pecora di Marco Polo, il curioso roditore che salta Great Jerboa, il leopardo delle nevi; inoltre orsi, volpi, porcospini, e la maestosa aquila reale. E’ possibile organizzare dei trekking guidati di varie difficoltà con alloggio in campi tendati ottimamente attrezzati.

… e dopo le fatiche del trekking possiamo rilassarci un po’ sulle rive del lago Issyk-Kul. Uno dei più grandi laghi di montagna del mondo, profondo fino a 700 metri e che non ghiaccia mai. Lungo la costa settentrionale si trovano hotel per tutte le tasche e spiagge di sabbia.

Ecco qualche immagine del viaggio.

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