Utilizzando un servizio di microbus con partenza da Lima, è possibile arrivare al paesino di San Pedro de Casta. Ci vogliono circa tre ore per percorrere i 90 chilometri dalla capitale del Perù.
Da San Pedro occorre percorrere a piedi un sentiero sterrato per arrivare a 4.000 metri di altitudine, sull’altopiano di Marcahuasi. E’ anche possibile fare il percorso a dorso di mulo in 2-3 ore, evitando così l’affaticamento da altitudine.

È a questo punto che si apre agli occhi del viaggiatore una visione davvero spettacolare. Una distesa di rocce granitiche che, su di un’area complessiva di 3 km quadrati, offrono delle inusitate forme dai chiari rimandi zoomorfi e antropomorfi.
Percepibili con effetto variabile, a seconda delle condizioni di luce (solare e lunare), le forme sono comunque mediamente toccanti. Risulta davvero sconcertante il momento in cui l’occhio riesce a cogliere l’interezza di una data geometria della roccia e a trasmettere al cervello l’immagine di un volto umano, di un animale esotico o addirittura di un’antica divinità raffigurata magari altrove nel mondo da una statuetta in un museo.

Laguna_Huacracocha_-_MarcahuasiLa caratteristica fondamentale di queste corrispondenze morfologiche sta infatti nella circostanza che le forme dei volti umani avvistabili nella roccia non appartengono solo alle etnie locali. Rimandano anche all’Africa, al nord Europa o al Medio Oriente asiatico. E, fra gli dei “scolpiti” nella roccia, sono state individuate anche divinità del phanteon egizio!

Secondo la versione ufficiale, questo “effetto morfologico” delle rocce di Marcahuasi sarebbe dovuto a un fenomeno naturale di erosione geologica. Una catena di fortuite coincidenze, e la particolare potenza immaginativa di certi visitatori del sito, avrebbero poi prodotto tutte le altre conseguenze.

Ipotesi alternativa sull’origine delle rocce

Non la pensa così il primo studioso del sito, che ha fatto conoscere Marcahuasi a una più ampia opinione pubblica. Daniel Ruzo (1900–1992), peruviano di Lima, iniziò la carriera di avvocato per consacrarsi poi agli studi archeologici ed esoterici. Risale sostanzialmente a lui l’idea che le rocce di Marcahuasi siano state scolpite da una civiltà primordiale risalente all’epoca successiva al Diluvio biblico, e costituente un gruppo superstite della civiltà Atlantidea già citata nelle opere di Platone.

Marcahuasi1L’ipotesi è suggestiva, meriterebbe approfondimenti che l’establishment scientifico e culturale ha forse negato in passato a Daniel Ruzo. Osteggiato dal governo peruviano nelle sue ricerche, lo studioso finì infatti con l’autoesiliarsi in Messico nel 1966.
La teoria di Ruzo di una civiltà remota, costituisce un’idea che riscriverebbe l’intera storia dell’umanità.  Quella civiltà avrebbe infatti posseduto tutte le conoscenze e tutta le mitografie che si sarebbero poi sparpagliate sul globo nella fondazione delle civiltà a noi note riconosciute dalla storiografia ufficiale. Un vero grattacapo.

Marcahuasi 2

Ma è possibile intanto recarsi a Marcahuasi anche solo per assorbire tutta la magia e l’energia promanante dal luogo.
Per i più frettolosi, è possibile anche il ritorno a Lima in serata.
Bisogna far bene attenzione a proteggersi dai raggi solari molto forti durante il giorno a 4.000 metri di altitudine. Per chi volesse sostare più giorni, non c’è sull’altopiano nessuna struttura ricettiva e bisogna quindi organizzarsi in tenda. Necessario organizzarsi per il brusco calo delle temperature notturne.
Ci si può pure augurare che si ceda al fascino dei misteri di Marcahuasi, ma si sconsiglia vivamente l’improvvisazione di una simile tappa viaggiando in Perù.

firma_raffaele_viola

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